BOLIVIA 1985
NO HAY MOVILIDAD


È mattina. Io e Isabella siamo a La Paz al terminal della corriera che percorre la strada di Tiahuanaco.
Quando parte, alle 9? No. Tutto fermo. In attesa donne con la bombetta e la pesante gonna ondulata. “NO HAY MOVILIDAD” (non c’è movimento) è il ritornello che ripetono scuotendo la testa. Noi lì per lì non capiamo. Parte alle 10? No. Tutto fermo. Finalmente verso le 11, quando il numero dei passeggeri è sufficiente, la corriera parte borbottando.
Dopo 70 km di sterrato fa una sosta a Tiahuanaco, lasciando una scia di polvere. Scendiamo. La strada assolata e semideserta tra due file di case basse sembra il set di Mezzogiorno di fuoco.
Il sito di Tiahuanaco è eccezionale, con le sue sculture misteriose e la Porta del Sole aperta sulla quarta dimensione! Esploriamo queste meraviglie e il tempo vola.



A pomeriggio inoltrato scendiamo nella polverosa via principale, dove aspettiamo la corriera di ritorno per La Paz. Non sappiamo gli orari per il semplice fatto che non esistono gli orari.

Aspettiamo mezz’ora... un’ora, non passa niente, solo un paio di fuoristrada. Ci guardiamo in faccia sconsolati: “NO HAY MOVILIDAD”. Ora è tutto chiaro. La corriera di ritorno non passerà più!
In quale tugurio trascorreremo la notte? Aspettiamo ancora senza speranze...
Una jeep si accosta a noi. Alla guida un militare. Ci offre un passaggio fino a La Paz per 10 dollari. Frugo nelle mie tasche interne segrete e gli allungo il bigliettone. È fatta! Inizia la corsa sul nastro di terra battuta.
Mentre il sole si avvia al tramonto, a metà strada, il militare ferma la macchina e ci chiede altri 10 dollari. Prendere o lasciare... noi a piedi nel deserto. Stringendo i denti scendo, frugo e gli allungo il secondo bigliettone.

Arriviamo alle prime case di La Paz, su in alto a 3900 metri, quando ormai è buio. Il militare ferma la jeep in una piazzona e ci fa segno di scendere. Non ci porta all’hotel, ci lascia al capolinea dei bus e se ne ritorna indietro.
Sono nero, nerissimo per il ricatto del “golpista”. (Col senno del poi, ripensandoci, devo ammettere che quel militare è stato davvero provvidenziale per noi e che 20 dollari non erano in fondo una gran cifra per un servizio del genere.)
Il bus cittadino parte poco dopo, scende verso il centro e ci scarica non lontano dall’hotel.